Tube, rifiuti, cab, birra, multicultural, salsicce a colazione, porridge, toilet & bathroom, niente bidè! Velo integrale, riso basmati, moquette, mug, “coffee”, tea, Mc Donald’s, Starbucks, odore di poco lavato, H&M, M&S, una corsia intera per il the e nessun affettato, Subway, Tesco, sciarpa-berretto-cappotto e maniche corte, jogging, foglie, vento, pioviggine, Starbucks, calze bucate, ristoranti indiani, leggings e sopra nulla, mettersi il mascara in metropolitana, le divise delle scuole, burka-BMW-Ipod alla mano, Pizza Hut, un italiano ad ogni angolo, musulmani che scatarrano sempre, svegliarsi col sole-beccarsi la pioggia-ammirare le stelle prima della foschia, autisti maleducati, i lavori alla tube nei weekend, “Where are you from?” “Italy” “I knew from your hair!” “…”, capelli rosa, capelli azzurri, capelli rosa-viola-e-azzurri, i vecchi che guardano i cantieri, Starbucks, la linea 25, Docklands, capire che devi guardare a destra-sinistra-destra se vuoi attraversare la strada, bettole, Strada Restaurant, singola=sgabuzzino, il mercato di whitechapel, le noccioline al millennium bridge, spifferi, Nando’s, scale mobili, niente balconi né persiane, sedersi tra un inglese e un ragazzo di colore e scoprire che a puzzare è l’inglese, Starbucks, oystercard, Ben’s cookies, ostello, tedeschi-francesi-svedesi, leggere le scritte per terra prima di attraversare, la guida sulla sinistra, i bambini nella sezione dinosauri al natural history museum, “can you repeat please?”, 1° novembre non è festa, Pret à manger, non capire le voci degli altoparlanti nella tube, London Planner, male ai piedi, Sainsbury, pound-pounds, penny-pence, capelli unti, “Take care!”, gesticolare, avere 3-4 mappe della metro in borsa, ”seek assistance”, giubbino fosforescente in bici, muri di carta.




